Vogliamo un mondo di case belle e quartieri vivaci, liberi da incuria architettonica e consumo funesto di suolo.

Oltre il 75% del patrimonio edilizio europeo è obsoleto ma meno dell'1% di questo viene ristrutturato ogni anno. Questo dato, uno dei tanti, tratteggia una grande opportunità di investimento ma anche e soprattutto una fondamentale urgenza sociale visto che solo in Italia, tra 10 anni, ci saranno 500.000 case in meno di quelle necessarie nonostante ci siano 10 milioni di case vuote.

Per noi la rigenerazione è un win-win: più case per tutti e meno consumo di suolo, più aree verdi e meno sobborghi abbandonati. Rigenerare immobili oltre ad essere una pratica competitiva dal punto di vista economico rispetto alle nuove costruzioni, è anche la chiave per invertire la rotta da un punto di vista di impatto ambientale.

Favorire il riuso permette di praticare l’alternativa necessaria al consumo funesto di suolo.

Che cosa succede

IN EUROPA E NEL MONDO

Troppo pochi sanno che il nostro futuro dipende dallo strato sottile che si estende sotto i nostri piedi. Il suolo e la moltitudine di organismi che in esso vivono ci fornisce cibo, biomassa, fibre e materie prime, regolano i cicli dell'acqua, del carbonio e dei nutrienti e rendono possibile la vita sulla terra. Occorrono migliaia di anni per produrre pochi centimetri di questo tappeto magico.” (Commissione Europea, 2021)

L’impermeabilizzazione rappresenta la principale causa di degrado del suolo in Europa, essa comporta un maggiore rischio di inondazioni, contribuisce ai cambiamenti climatici, e alla perdita delle capacità di regolazione dei cicli naturali e di mitigazione degli effetti termici locali.

Le manovre politiche in questo campo sono già in atto e cambieranno radicalmente il nostro approccio all’edilizia

  • Azzeramento del consumo di suolo netto entro il 2050 (Parlamento europeo e Consiglio, 2013)
  • Protezione adeguata del suolo anche con l’adozione di obiettivi relativi al suolo in quanto risorsa essenziale del capitale naturale entro il 2020 (Parlamento europeo e Consiglio, 2013)
  • Allineamento del consumo alla crescita demografica reale entro il 2030 (UN, 2015)
  • Bilancio non negativo del degrado del territorio entro il 2030 (UN, 2015).
Che cosa succede

IN ITALIA

In Italia il 28% della popolazione vive in case senza stanze sufficienti. Eppure, l’Italia, ha uno dei più consistenti stock di case vuote in Europa: più di 10 milioni, che rappresentano quasi un terzo del totale delle abitazioni.

Anche a Milano, dove la domanda di case continua a crescere negli anni - e di conseguenza i prezzi - quasi il 12% delle case sono vuote.

A livello nazionale il Piano per la transizione ecologica (PTE) ha fissato l’obiettivo di arrivare a un consumo netto pari a zero entro il 2030, ovvero anticipando di vent’anni l’obiettivo europeo e allineandosi alla data fissata dall’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile. L’azzeramento del consumo di suolo, secondo il PTE, dovrà avvenire sia minimizzando gli interventi di artificializzazione, sia aumentando il ripristino naturale delle aree più compromesse, quali gli ambiti urbani e le coste ed è considerato una misura chiave anche per l’adattamento ai cambiamenti climatici, da normare attraverso un’apposita legge nazionale, come già richiamato anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)*.

*.isprambiente.gov.it